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La prima rappresentazione scenica in tempi moderni de Il
crociato in Egitto, melodramma eroico in due atti di Giacomo
Meyerbeer su libretto di Gaetano Rossi, programmata per la
scorsa stagione ma posticipata al 2007 a causa dei tagli al
Fondo Unico per lo Spettacolo, inaugurerà domenica 14 gennaio
2007 la Stagione lirica del Teatro La Fenice. Principale lavoro
italiano del futuro autore di Le prophète e Les Huguenots, Il
crociato in Egitto andò in scena per la prima volta proprio al
Teatro la Fenice di Venezia nel 1824. L’allestimento (regia,
scene e costumi) sarà firmato da Pier Luigi Pizzi;
l’Orchestra e il Coro del Teatro La Fenice saranno diretti dal
maestro francese Emmanuel Villaume. Fra gli interpreti
principali, Patrizia Ciofi e Mariola Cantarero nel ruolo della
principessa musulmana Palmide, Marco Vinco e Federico Sacchi in
quello del sultano Aladino; Laura Polverelli e Tiziana Carraro,
Felicia, e Bruce Ford, Adriano di Montfort. Il ruolo di Armando
d’Orville, il crociato, scritto a Venezia per il castrato
Giovanni Battista Velluti ma fin dalla ripresa parigina del 1825
(quando fu cantato da Giuditta Pasta) affidato normalmente a una
voce femminile en travesti, sarà in questa produzione sostenuto
dai controtenori Flavio Oliver e Florin Cezar Ouatu. Lo
spettacolo è proposto in coproduzione con il Teatro Nacional de
São Carlos di Lisbona. Sei repliche, il 16, 17, 18, 19, 20 e 21
gennaio 2007.
Prima di legare indissolubilmente il proprio nome al più
sontuoso dei generi operistici ottocenteschi, il grand-opéra
parigino, con titoli di capitale importanza fra i quali Robert
le diable (1831), Les huguenots (1836) e Le prophète (1849),
Jakob Liebmann Beer – rinominatosi dal 1810 Giacomo Meyerbeer
unificando i cognomi paterno e materno (Meyer) per volontà
testamentaria del nonno – aveva sviluppato la propria carriera
operistica in Italia, affermandosi fra il 1817 ed il 1825 sulle
scene di alcuni fra i più importanti teatri musicali italiani,
in collaborazione con due fra i maggiori librettisti della
penisola: Felice Romani e Gaetano Rossi. Fra i titoli di questa
produzione si ricordano l’opera semiseria Margherita d’Anjou
(1820) e la successiva opera seria L’esule di Granata (1822),
entrambe presentate al pubblico del Teatro alla Scala di Milano,
ma soprattutto il melodramma eroico Il crociato in Egitto, che
esordì con grande successo il 7 marzo 1824 a Venezia al Teatro
La Fenice.
Il progetto del Crociato in Egitto, compiuto con l’esperto
librettista del teatro veneziano Gaetano Rossi, si fondava sulla
falsariga di Semiramide, il capolavoro di Rossini presentato
alla Fenice l’anno precedente (nel febbraio 1823). Il crociato
in Egitto ottenne un clamoroso successo, foriero di numerose
repliche e riprese fino agli anni sessanta dell’Ottocento.
Decisivo per la carriera di Meyerbeer fu soprattutto
l’allestimento del 1825 al Théâtre des Italiens di Parigi,
grazie all’intercessione di Gioachino Rossini, che gli avrebbe
aperto la strada verso la conquista dell’ambita capitale
francese.
Nei suoi aspetti stilistici e drammaturgici Il crociato in
Egitto si propone come un’opera storicamente anticipatrice,
presentando taluni tratti decisivi del futuro
‘grand-operista’ per definizione (quale sarebbe divenuto
Meyerbeer nella memoria collettiva europea) come
l’inclinazione alla monumentale grandiosità, attinta con le
cospicue dimensioni dell’opera ma anche con un impiego
massiccio del coro (non altrettanto comune nell’opera italiana)
e con l’impiego di musiche di scena che assumono carattere
emblematico delle polarità in conflitto nella trama (memorabile
nel finale primo lo scontro, musicale e scenico, fra due bande).
‘Grand-operistico’ ante litteram è anche, nella vicenda,
l’intreccio tematico del destino individuale con un conflitto
storico e pubblico, che ne Il crociato in Egitto risulta per di
più già declinato nella forma del conflitto religioso,
destinata a caratterizzare fortemente il maturo grand-opéra.
L’ultima messa in scena veneziana risale al 1835.
THE CAST
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